Un leone, ormai vecchio e malato, giaceva nella grotta. Desiderando mangiare il cuore e le viscere di un cervo, chiamò la volpe e le ordinò di attirarne uno con parole persuasive. La volpe trovò un cervo nel bosco e gli disse che il leone, prossimo alla morte, voleva nominarlo successore al trono, preferendolo a tutti gli altri animali per bellezza, forza e nobiltà. Il cervo, gonfio d'orgoglio, la seguì nella grotta. Il leone gli balzò addosso, ma riuscì soltanto a strappargli le orecchie; il cervo fuggì. Il leone pregò allora la volpe di ricondurlo. La volpe lo raggiunse e, quando il cervo la accusò di averlo ingannato, rispose: «Come sei sospettoso! Il leone voleva soltanto afferrarti per le orecchie e confidarti i segreti del regno. Ora si è offeso e pensa di lasciare il potere al lupo. Torna con me e non essere codardo». Il cervo si lasciò persuadere e tornò; questa volta il leone lo uccise. Mentre il leone divorava la preda, il cuore cadde a terra e la volpe lo mangiò. Quando il leone lo cercò, la volpe disse: «Quel cervo non aveva cuore: se ne avesse avuto uno, non sarebbe tornato due volte nella tana del leone».
L'amore per gli onori può rendere ciechi perfino davanti a un pericolo già sperimentato.Morale
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