aesopica.
ENFRESDEIT
FavolaNº 162

La taccola e gli uccelli

Zeus, volendo nominare un re degli uccelli, fissò un giorno in cui tutti avrebbero dovuto presentarsi davanti a lui: avrebbe scelto il più bello perché regnasse sugli altri. Gli uccelli andarono alla riva di un fiume a lavarsi. La taccola, consapevole della propria bruttezza, raccolse le penne che gli altri lasciavano cadere, se le applicò e le fissò sul corpo. Divenne così la più bella di tutte. Giunto il giorno stabilito, tutti gli uccelli si presentarono a Zeus, compresa la taccola con il suo piumaggio variopinto. Zeus stava per assegnarle il regno per la sua bellezza, ma gli uccelli indignati le strapparono ciascuno la propria penna. Spogliata, la taccola tornò a essere ciò che era.

Lo stesso vale per i debitori: finché dispongono dei beni altrui sembrano importanti; quando restituiscono ciò che devono, tornano a mostrarsi per ciò che sono.
Morale
La newsletter

Una favola, ogni domenica, nella tua casella.